Fan Fiction: Inuyasha! by Mary parte seconda
Ispirata al Manga: Inuyasha, di Rumiko Takahashi
Personaggi e/o coppie principali: Kikyo e Bankotsu
Capitolo Tre
I raggi tiepidi del sole che asciuga la rugiada le illuminano le ciglia.
I suoi occhi, fitti, bui, come sempre privi di ilarità, si socchiudono.
Riposata, può ricominciare a camminare.
I suoi bianchi spiritelli arrancano al suo fianco.
Ode delle voci. Sempre più vicine e nitide.
Si rintana dietro ad una grande, ombrosa quercia. La mano pallida stringe l’arco.
“Che fai, Sacerdotessa? Guardi, nascosta come una bestiola impaurita, colui che ti rubò il cuore e per il quale offristi la vita tua?”
Il sarcasmo calcato in quelle parole non le causa ira, ma il suo cuore, celato dietro alla sua pragmatica figura, non può evitare di scivolarle in gola.
“Bankotsu. Leader degli Shichinitai. Inuyasha, io l’ho amato. Credevo che ciò m’avrebbe resa debole. Osserva quella ragazza. È bella. Ha i capelli più lucidi dei miei, la carnagione d’avorio, il sorriso perenne. Lei pure lo ama. E lo segue. Mi domando per quale motivo. Desidera forse vendicarsi, sconfiggendo chi mi ha ucciso? Vuole vendicare me, che ho tentato di condurla negli Inferi dove io poggio i piedi da molto tempo?”
Egli osserva Kikyo, e poi Kagome.
“Dicono tutti che quella ragazza ti somigli. Io non lo credo. Lei è più bella. Ma non sa combattere, è sempre troppo tesa, troppo emotiva. Sacerdotessa sventurata, perché non provi nuovamente a trarla in inganno, eliminarla…e avere la certezza che quell’ibrido sarà poi tuo?” le propose, mentre gli occhi blu luccicavano.
Kikyo lo rimbrotta con lo sguardo, scuotendo il capo.
“Bankotsu, ogni discorso con te sfocia nell’affluente della Morte e del Dolore. Se io uccidessi Kagome, forse tu sogghigneresti allegro, o forse storceresti la bocca poiché il tuo attraente aspetto non è bastato per incantarla. Se poi tu volessi distruggerla con una sola sberla, ci riusciresti…ma allora, nel cielo della sera, noteremmo un nuovo astro. Il più luminoso e accecante degli astri, giacché mai ho incontrato essere più dolce e comprensivo di quella ragazza”
Guarda Inuyasha un’altra volta, poi, con le sue magiche frecce, se ne va.
Bankotsu avverte quelle parole come fossero seguite da un’eterna eco.
Kagome ride, Kikyo tace.
Ma dov’è la loro somiglianza?
Capitolo Quattro
“Insomma, cosa cerchi Bankotsu?”
“Una maniera per sfuggire alla Morte che non esiterà a raccogliermi fra le fredde, malvagie braccia. Perché, se Essa riuscirà ad acchiapparmi, io non avrò più dubbi. Non sarò nel Cielo che guardo ogni notte steso sul prato, ma non sarò neanche coi piedi sulla Terra munita di pietre e fiori all’apparenza innocenti”
Bankotsu parla così, gli occhi nel vuoto d’un discorso che neanche lui capisce.
Ma Kikyo, non è così indifferente a quello che ascolta.
“Speri di trovare il nettare per i non-morti”
“Tu non sembri tormentata. Non hai timore di un futuro che solo noi guideremo? Che accadrà?
Moriremo ancora?” il suo tono cresce.
Kikyo sembra essere in grado di capire ogni vaneggio del guerriero.
“Quanti dubbi scalpitano dentro te, quante domande disordinate, quanti anagrammi apparentemente incomprensibili”
La Sacerdotessa alza la mano, solita essere rude, la depone sulla gota fiera del ragazzo, che in realtà giovane non è.
“Senti, le mie dita non tremano. Ma io ho paura.
Ho paura come un fungo che sta per essere strappato dallo sterile terreno. Ho paura come un filo d’erba calpestato dal destino. Anche io ho paura.
E il futuro…il mio è buio, è gelido, è solitario”
Bankotsu sente il viso ardere, col tocco della donna.
“Immagineresti un avvenire al mio fianco?”
Allora Kikyo sussulta, come l’avesse punta uno scorpione.
“Una proposta o una domanda indifferente?” “Voglio conoscere ciò che pensi di me”
Bankotsu sa d’averla scossa, e ghigna soddisfatto.
“Una vita con te…come se la pioggia e il sole fossero sempre adiacenti, come il buio e la luce insieme, la notte e il dì…vuoi proseguire con me?”
L’alabarda sulla possente spalla, le labbra increspate in un sinistro sorriso.
“Fammi strada, Sacerdotessa”
Non muta espressione, riprende a camminare.
TO BE CONTINUED…
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