Recensione: KTM 990 Super Duke R 2008
Pubblicato da Xander8
Numeri da far paura per la punta di diamante della KTM, la scarenata da i numeri…132 CV a 10.000 giri e 102 Nm a 8000.
Dal punto di vista estetico questo bellissimo bolido si presenta esattamente nelle stesse linea del modello precedentemente presentato lo scorso anno.
Linee aggressive, molto spigolose, piccola quasi ridotta ai minimi termini, manubrio alto come tipico per le naked, codino appuntito con uno splendido scarico sottosella.
Questo nuovo modello presenta sospensioni WP, forcella antiattrito, monoammortizatore al posteriore più lungo,ammortizzatore di sterzo e freni ad attacco radiale.
Tutto ciò rende questa Super Duke una moto da una ciclistica unica ed estremamente performante.
Monta un motore twin a V di 75° notevolmente modificato per ottenere valori di coppia e potenza molto più elevati…senza essere ripetitivo, quelli dichiarati parlano di 132 CV a 10.000 giri e 102 Nm a 8000.
Molto differente rispetto al vecchio propulsore che erogava 120 CV a 9600 giri, questo nuovo propulsore è stato dotato di nuove teste, con condotti di aspirazione maggiorati, sono state montate anche valvole dal diametro maggiore in titanio, oltre alla distribuzione completamente rivista, con nuovi alberi a camme e nuove molle, che hanno portato all’aumento del regime di rotazione massimo.
Anche i corpi farfallati sono stati rivisti, sono stati adottati corpi da 52mm.
Tutto questo a 14.100€…non sono pochi, ma a confronto con le concorrenti sono meritatissimi.
Yamaha R 125 VS Kawasaki Ninja 250 R
Pubblicato da Xander8
Questa battaglia vede sul ring le due piccole appena nate dalle case giapponese che vogliono dar filo da torcere alle piccole italiane nel mercato europeo.
Adesso vediamo cosa hanno da farci vedere questi piccoli mostri.
Si comincia con la Yamaha R 125, si presenta come una piccola supersportiva, dalle linee aggressive e tagliate con un design che va a ricordare molto la linea delle sorelle maggiori R6 ed R1, a partire dal codino molto corto e lineare con un portatarga allungato e lo scarico corto che fuoriesce direttamente dalla carena inferiore, tutto prendendo spunto dalla R6.
Molti particolari sono curati e il disegno generale è in perfetto “R style” e per quanto riguarda la tecnologia gli ingegneri della casa dei tre diapason non si sono affatto risparmiati.
Spogliando questo piccolo modello si può vedere un telaio Deltabox in acciaio e un forcellone in alluminio.
Per quanto riguarda le sospensioni monta una forcella da 33 mm con un’escursione molto grande e un monoammortizzatore regolabile al posteriore.
L’interasse di 1353mm…dimensioni che si fanno notare per il fatto che non è la solita moto per i “piccoli”.
Monta un motore quattro tempi a quattro valvole, il primo di casa Yamaha in tutta la sua storia, ad alimentazione ed iniezione elettronica che sfodera i suoi 15 cv reali come da legge.
per quanto riguarda la ciclistica concludiamo dicendo che monta ruote da 17 pollici e freni a disco, all’anteriore da 292 mm e al posteriore da 230mm.
![]()
![]()
![]()
![]()
Per quanto riguarda la rivale maggiorata, si nota una linea sportiva leggermente sacrificata alla comodità , manubrio alto e altezza di guida non troppo elevata, il che permette a chi non è troppo alto di poggiare tutti e due i piedi per terra.
Cupolino grande che copre molto e codino molto snello, il tutto nel contempo rendono una linea generale aggressiva e moderna.
Guardando bene la piccola bicilindrica Kawasaki notiamo che anche se non molto curati i dettagli, le finiture sono apprezzabili e possiamo notare un’elevata cura costruttiva.
Smontando le carene, come la precedentemente descritta R125 presenta un telaio in acciaio forcellone compreso, eliminando l’uso dell’alluminio.
Per quanto riguarda le sospensioni, presenta una forcella a stelo normale da 37 mm senza regolazioni, capace di assorbire le mancanze del monoammortizzatore troppo rigido a 5 regolazioni al posteriore.
Monta un motore bicilindrico da 249cc a quattro tempi raffreddato a liquido con doppio albero a camme in testa, con iniezione a carburatore con doppie valvole a farfalla.
Completando il quadro della ciclistica parliamo dei ruote e freni, monta freni a disco singolo all’anteriore da 290mm a margherita, piccola chicca di serie della kawa mentre al posteriore un disco da 220mm sempre a margherita.
Da questo piccolo confronto possiamo trarre le nostre conclusioni, in dipendenza da quello che cerchiamo comodità o sportività ? Sacrificare qualche Km/h a discapito di una guida più sportiveggiante o prendere una cilindrata maggiore? Economia o no?(perchè la kawasaki oltre ad essere ad un prezzo ottimo presenta anche consumi bassissimi.)
Ai posteri l’ardua sentenza.
Come cambiare le candele su una moto?
Pubblicato da Xander8
Per effettuare questa prova ci siamo serviti di una Yamaha YZF R1 anno 2002
Prima di tutto diamo un’idea generale della moto che ci stiamo avviando a smontare.
Monta un motore quattro cilindri in linea da 998cc a 4 tempi con 5 valvole per cilindro.
“Solo” 152 cv dichiarati per più di 275 Km/h di velocità massima, ha un’erogazione molto lineare già a partire dai 1500 giri quando il motore spinge fortissimo fino ai 12.000.
Dopo questa visione generale, possiamo avviarci allo smontaggio.Per cominciare abbiamo tolto la sella per poi svitare e smontare il serbatoio.
Così facendo abbiamo staccato tutti gli spinotti presenti e i rubinetti della benzina presenti nella parte inferiore del serbatoio, in seguito dopo aver tolto anche questo, abbiamo smontato il filtro dell’aria togliendo una semplice vite presente nella parte superiore.
Dopo aver rimosso il filtro abbiamo staccato gli altri spinotti per avere più spazio di lavoro nel piccolo telaio deltabox III della casa dei tre diapason.
Per avviarci allo smontaggio abbiamo tolto un telo di gomma e ci siamo trovati di fronte 4 bobine che abbiamo rimosso e in seguito servendoci della chiave delle candele che si trova di serie su ogni modello abbiamo svitato e tolto le candele.
Antemprima Moto Guzzi V7 Classic
Pubblicato da Xander8
Nel 1967 a Mandello usciva la V7 nata dalla mente dell’ingengere Carcano inaugurando l’epoca delle maxi moto italiane proponendo questa modo con una motore bicilindrico a V di 90° posto in trasversale.
Nel 2008 esce la nuova V7 che a parte lo stile retrò non ha niente a che vedere col vecchio modello omonimo.
E’ una moto molto snella, semplice da guidare, adatta ad un pubblico femminile, o ai neopatentati, ma è proprio di questo che si serve la casa di Mandello usandolo come pezzo forte.
Dimensioni compatte, posizione di guida molto eretta, tutto questo rende la moto semplice da maneggiare, questo è facilitato soprattutto da due gomme molto sottili.
Monta un motore da 744cc con testa a 2 valvole e alimentazione a iniezione elettronica con corpi farfallati da 36mm rispettando ogni normativa Euro 3.
Coppia massima di 54,7 Nm e 50 CV di potenza.
Cambio a cinque rapporti e telaio a doppia culla.
Monta una forcella da 40mm e due ammortizzatori posteriori regolabili nel precarico.
Dischi da 320mm all’anteriore e da 260mm al posteriore.
Nell’estetica il tutto ci riporta al vecchio stle, dal serbatoio alla sella, non altrettanto curati nel vecchio sile sono il faro che da quell’impressione di plastica e la strumentazione non troppo curata.
Sarà disponibile da Maggio a 7.990€.
Recensione Ducati Desmosedici RR
Pubblicato da Xander8
La casa di Borgo Panigale continua a costruire veicoli da vetrina…questa è la sportiva del secolo, perchè la Ducati ha preso una moto da pista e ne ha fatto un veicolo che percorrerà migliaia di Km sulla strada.
Questo bolide ha un angolo di sterzo regolabile che può essere fissato a 23,5° o 24,5°.
All’avancorsa di 98mm e un interasse da 1.430mm valore leggermente più elevato del normale per migliorare le stabilità sui tratti veloci.
Il peso dichiarato dalla casa è di soli 171Kg, peso minimo grazie all’utilizzo di materiali superleggeri come il carbonio.
Presenta cupolino, carene, parafanchi, air-box e condotti tutti in fibra di carbonio così come lo stesso codino.
Per diminuire il peso è stato applicato un serbatoio in alluminio anzichè in acciaio, carter e coperchi sono in magnesio, mentre nel propulsore sono stati utilizzati numerosi componenti in titanio.
Il telaio in traliccio come tradizione Ducati ma molto simile a quello montato sulla Ducati MotoGP.
Altra chicca è il forcellone derivato dalla MotoGP in alluminio.
Monta un motore 4 cilindri a L in configurazione Twin Pulse.
Distribuzione Desmodromica a 16 valvole in tatanio , iniezione elettronica, doppio albero a camme in testa, 5 corpi farfallati a 12 fori.
Un impianto di scarico 4 in 2 in 1, monta una frizione multidiscoa secco come la tradizione di Borgo Panigale vuole, con un dispositivo antisaltellamento, il tutto completamente estraibile.
Monta forcelle Ohlins da 43mm e un mono ammortizzatore Ohlins completamente regolabili…e come dicono i tecnici con una disponibilità infinita di click a poter trovare il set up ideale.
Cerchi Marchesini forgiati in magnesio a con disegno da MotoGP.
Uscirà in 2 colorazioni una Rosso MotoGP, rossa con tabella bianca porta numero e la Team Version cioè colorazione Motogp con banda bianca laterale, è possibile acquistare anche il kit di adesivi degli sponsor.
Tutto questo al “modico” prezzo di 55.000€ chiavi in mano…pochi spiccioli vero?
Recensione Honda CB1000R
Pubblicato da Xander8
Moto mozzafiato quella uscita dalla casa di Tokyo…
Una naked giapponese…ma dal cuore italiano uscita fuori dalle grandi teste del team Honda a Roma, grandi teste che lavorano quelle, per disegnare certi capolavori…
Beh cosa dire, linee aggressive, ridotte, ma molto muscolose e con molta personalità .
Molto gravata sull’avantreno trasmette quel senso di potenza massiccia che viene poi sfilato grazie al codino ridotto all’osso in stile molto “minimalista” come quello del piccolo spagnolo Pedrosa in MotoGP.
Queste linee potranno sembrare strane a primo impatto…ma basta fare l’abitudine per capire che grande lavoro hanno fatto in Honda.
Monta un moto ,ovviamente, omologato Euro3, un quattro cilindri in linea a sedici valvole raffreddato a liquido, grande pregio della piccola naked, è sempre pronta fin dai bassi regimi.
Monta un cambio estraibile, piccola chicca per gli amanti delle raffinatezze tecniche, dato che poche naked ne montano simili, per non parlare del coperchio e alternatore a teste in magnesio per contenero il peso.
All’aspirazione, la valvola IACV garantisce una miglior regolarità del motore ai bassi regimi.
Il comando dell’acceleratore controlla quattro iniettori gestiti sistema PGM-DSFI, presenta corpi farfallati da 36mm, sempre con l’intento di migliorare coppia ai medi rispetto alla potenza di punta.
La ciclistica è molto curata nel minimo dettaglio, monta forcella Showa pluriregolabile, con taratura micrometrica del precarico, mentre al posteriore monta un monoammortizzatore sempre Showa e pluriregolabile, esso è collegato al forcellone monobraccio, dove aderisce il piccolo scarico.
All’anteriore monta due dischi da 310mm stretti da pinze ad attacco radiale a 4 pistoncini, mentre al posteriore monta un disco da 256mm.
La strumentazione è molto gradevole, con tinta su sfondo blu e molto leggibile.
La luce anteriore a led è molto utile e si incastra molto bene nel complessivo cupolino.
La casa la presenta in quattro colorazioni verde acido (Dragon Green Metallic), nero (Pearl Nightstar Black) grigio (Sword Silver Metallic) e infine l’ormai modaiolo bianco perla(Pearl Cool White).
Prezzo 10.200 € non pochi per una scarenata…ma li vale tutti.
![]()
![]()
![]()
![]()
Piccole novità in casa kawasaki
Pubblicato da Xander8
Le novita del 2008 di casa Kawasaki per le naked sono le già viste, ma molto riviste Z1000 e Z750.
Per quanto riguarda la 1000 sono disponibili tre colorazioni: Metallic Diablo Black, Lime Green e Pearl Crystal White.
La doppia tonalità del telaio del vecchio modello è stata sostituita da un nero intenso per tutti i modelli.
Per la Z1000 Pearl Crystal White il cambiamento è stato radicale.
Questo modello sfoggia un accattivante sellino rosso, novità su questo modello, e di un bellissimo ammortizzatore anteriore anodizzato di un rosso intenso che la rende ancora più aggressiva.
Curata nel minimo dettaglio infatti per finire, anche il cerchione interno e i raggi delle ruote,presentano la stessa di rosso intenso.
Altra novità , che serve per dare maggior risalto al contrasto bianco e nero è la colorazione del copri carter, prima di colore argentato e ora nero.
La Z750 apre la stagione 2008 con due nuove tonalità che si aggiungono alle vecchie della casa giapponese, notevolmente accattivanti quali la Pearl Wildfire Orange e Metallic Ocean Blue.
Altra grande novità si presenta nella colorazione del vecchio quattro cilindri, che come possiamo ricordare era nero e “silver” che è stato sotituito da un motore di colore nero intenso, così come il telaio.
Per rendere la moto ancora più dark, anche i cerchi sono della stessa tonalità …come sappiamo il nero snellisce… e questa bellissima 7 e mezzo dalle forme così aggressive, e spigolose rende molto anche in queste tonalità .
L’unica eccezione la colorazione glamour Ocean Blue con i cerchi argentati.
Il ritorno della viperona!
Pubblicato da Xander8
Yamaha YZF R1 2008
A 10 anni dall’uscita della prima belva della casa giapponese in occasione del 10° compleanno nasce questa nuova R1.
Questa moto ha sempre soddisfatto ogni pilota, anzi il modello 1998 è stato definito troppo aggressivo per molti , per questo anno dopo anno questa è stata resa più dolce nell’erogazione di quella esagerata cavalleria sprigionata dalla viperona.
Questo nuovo modello 2008 si rifà esteticamente al vecchio modello 2007 fari molto aggressivi appuntiti che le danno l’impressione di una vipera pronta all’attacco e grossi bocchettoni dell’airbox sul frontale.
Posteriore appuntito con scarico sottosella, in generale molto snella e con serbatoio sagomato per una maggiore comodità .
Dati alla mano: 180CV a 12.500g/min (con airbox non in pressione);questa è la moto più potente mai uscita dalla casa Yamaha.
Sono stati aumentati 5 cv e data un’erogazione più pulita e controllata rispetto al modello precedente e la gestione della potenza nel passaggio dai bassi agli alti regimi è stata notevolmente migliorata.
Monta un motore a 4 tempi e 4 cilindri in linea, raffreddato a liquido, ha alesaggio e corsa di 77 x 53,6mm, come sul modello 2006.
Lo scarico presenta una forma ovalizzata fatta in modo da poter “alzare†il codone dando un effetto visivo decisamente migliore.
Telaio deltabox in alluminio e monoammortizzatore regolabile.
Monta dischi da 310mm all’anteriore stretti da pinze ad attacco radiale a sei pistoncini.
Strumentazione con contagiri analogico e tachimetro digitale, monta un radiatore a 2 ventole per ottimizzare il raffreddamento.
Il modello 2008 esce in 3 colorazioni, bianco-rossa, nera, blu-nera e infine colorazione superbike “nitro Nory Haga†disegnata per il 10° compleanno della vipera.
Tutto questo al modico prezzo di 14.195,00 € e di 14.695,00 € per la serie 10°anniversario.
In attesa del mostro…anzi della Monster
Pubblicato da Xander8
Sta per arrivare l’attesissimo mese di Aprile…mese in cui uscirà la “nuova” nata in casa Ducati…nuova si fa per dire, visto che la conosciamo dall’anno 1993 dove fu presentata come prototipo.
Adesso a 15 anni di distanza abbiamo il restyling totale della mostruosa belva Ducati, linee più grintose, aspetto più muscoloso e allo stesso tempo fatto in modo che si possa fondere al meglio con la struttura generale del bicilinrico, questo restyling ha accentuato i tratti caratteristici della Monster che tutti abbiamo imparato a conoscere.
Dotata di una ciclistica che le consente una guidabilità sicura su ogni fondo e condizione e di un motore con un erogazione dolce ma allo stesso tempo potente e deciso(80 cv a 9.000 giri e 69 Nm a 7.750 giri).
Monta un bicilindrico desmodromico che mette in rilievo le sue grandi doti… da “angelo” quindi facile da guidare per chi si avvicina al mondo delle moto o da “diavolo” per i caratteri più smanettoni…motore che garantisce emozioni a chiunque la guidi.
Oltre alla tipica colorazione rossa, esce in altre due colorazioni inedite, nera dark colorazione che tutti abbiamo imparato a conoscere, che evidenzia come la moto sia un tutt’uno, compatta senza far fuoriuscire sporgenze dalla sagoma, e nella colorazione bianco perla…che passatemi il pensiero preferisco, perchè mette in risalto le linee morbide e sinuose della Monster, entrambi i modelli hanno telaio e cerchi neri(beh per la bianco perla avrei preferito un accostamento col rosso metallizzato…ma sono solo miei pensieri^^).
Presenta il tipico telaio in traliccio di tubi caratteristico di casa Ducati, che si uniscono al telaio in alluminio che parte dal posteriore, tubi di scarico alti ovali, serbatoio da 15Lt che presentano due bocchettoni per l’aspirazione dell’airbox che per una magnifica idea di mamma Ducati sono personalizzabili, specchietti molto compatti e strumentazione digitale, per finire monta due dischi anteriori da 320mm “stretti” da pinze ad attacco radiale a 4 pistoncini, mentre al posteriore un disco da 245mm e frizione antisaltellamento.
Tutto questo per un prezzo che parte da 7.850€ per il modello base mentre 8.200€ per la seria S.
Dopo l’Eicma di Milano aspettiamo tutti con ansia il suo arrivo nei saloni.![]()
![]()
![]()
Ducati Hypermotard S
Pubblicato da Xander8
La casa di Borgo Panigale soprende sempre,anche questa volta, con un bolide da 177 chili di peso, abbinati ai 90 cavalli a 7.750 giri/min e, soprattutto agli oltre 10,5 kgm di coppia a nemmeno 4.750 giri/min.
Queste sono le statistiche che ci presentano la nuova Ducati Hypermotard S, in questa serie anche nera.
La linea essenziale, aggrssiva, impronta tipica Ducati come il telaio in traliccio di tubi inconfondibile simbolo della casa italiana.
Un peso minimo per una struttura ridotta all’osso portano la nuova Ducati Hypermotard
ad essere una macchina da guerra nel misto stretto.
Il nero della serie S si sposa con numerose parti in carbonio che troviamo sul paracinghia,
parasteli della forcella e fianchetti posteriori.
I fianchetti celano dietro se un piccolo serbatoio da quasi 13Lt…che non sono troppo pochi per il parco consumi Ducati che sorprende ogni volta.
La strumentazione è digitale, molto simile a quella della nuova nata in casa Ducati, la 1098.
Essa risulta completa permettendo di visuallizzare ogni funzione possibile, mentre l’unica pecca è la barra del contagiri, che non è di immediata lettura.
Altre critiche sono state fatte sugli specchietti, troppo esagerati per le dimensioni generali del veicolo, ma si è già detto tanto anche sul vecchio modello.
Monta un bicilindrico a L di 1078 cc con distribuizione a 2 valvole per cilindro e raffreddamento ad aria.
L’iniezione elettronica è stata affidata alla Magneti Marelli che monta su di essa corpi farfallati con 45mm di diamentro.
Monta due candele per cilindro per migliorare la combustione e diminuire i consumi.
Pregio per gli amanti del genere è il forcellone monobraccio in alluminio, che lascia ammirare il cerchio Marchesini, sposando ottimamente l’estetica con la funzionalità .
Frizione multidisco a secco a comando idraulico a 6 rapporti che regala al motore il tipico rumore che contraddistingue i bolidi Ducati.
La versione S monta forcella Marzocchi a steli monstre da 50mm con





















