11 Mag

Open Week-end Triumph

Pubblicato da Xander8

In questa grande moto ridotta ai minimi termini sono i dettagli a fare la differenza, è stata migliorata su tutti i fronti, da una sella più comoda a delle pinze freno ad attacco radiale più potenti, nuova anche nell’estetica, dai cerchi ad un codino ridisegnato per questo nuovo modello…

Le strade tremeranno alla presenza di questo bolide, nuova Speed Triple provatela nei giorni 10/11 Maggio, nelle concessionarie aderenti all’iniziativa.

Go your own way…

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Per maggiori informazioni, potete visitare il sito ufficiale www.triumph.it

   
9 Mag

Yamaha R 125 VS Kawasaki Ninja 250 R

Pubblicato da Xander8

Questa battaglia vede sul ring le due piccole appena nate dalle case giapponese che vogliono dar filo da torcere alle piccole italiane nel mercato europeo.
Adesso vediamo cosa hanno da farci vedere questi piccoli mostri.
Si comincia con la Yamaha R 125, si presenta come una piccola supersportiva, dalle linee aggressive e tagliate con un design che va a ricordare molto la linea delle sorelle maggiori R6 ed R1, a partire dal codino molto corto e lineare con un portatarga allungato e lo scarico corto che fuoriesce direttamente dalla carena inferiore, tutto prendendo spunto dalla R6.
Molti particolari sono curati e il disegno generale è in perfetto “R style” e per quanto riguarda la tecnologia gli ingegneri della casa dei tre diapason non si sono affatto risparmiati.
Spogliando questo piccolo modello si può vedere un telaio Deltabox in acciaio e un forcellone in alluminio.
Per quanto riguarda le sospensioni monta una forcella da 33 mm con un’escursione molto grande e un monoammortizzatore regolabile al posteriore.
L’interasse di 1353mm…dimensioni che si fanno notare per il fatto che non è la solita moto per i “piccoli”.
Monta un motore quattro tempi a quattro valvole, il primo di casa Yamaha in tutta la sua storia, ad alimentazione ed iniezione elettronica che sfodera i suoi 15 cv reali come da legge.
per quanto riguarda la ciclistica concludiamo dicendo che monta ruote da 17 pollici e freni a disco, all’anteriore da 292 mm e al posteriore da 230mm.

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Per quanto riguarda la rivale maggiorata, si nota una linea sportiva leggermente sacrificata alla comodità, manubrio alto e altezza di guida non troppo elevata, il che permette a chi non è troppo alto di poggiare tutti e due i piedi per terra.
Cupolino grande che copre molto e codino molto snello, il tutto nel contempo rendono una linea generale aggressiva e moderna.
Guardando bene la piccola bicilindrica Kawasaki notiamo che anche se non molto curati i dettagli, le finiture sono apprezzabili e possiamo notare un’elevata cura costruttiva.
Smontando le carene, come la precedentemente descritta R125 presenta un telaio in acciaio forcellone compreso, eliminando l’uso dell’alluminio.
Per quanto riguarda le sospensioni, presenta una forcella a stelo normale da 37 mm senza regolazioni, capace di assorbire le mancanze del monoammortizzatore troppo rigido a 5 regolazioni al posteriore.
Monta un motore bicilindrico da 249cc a quattro tempi raffreddato a liquido con doppio albero a camme in testa, con iniezione a carburatore con doppie valvole a farfalla.
Completando il quadro della ciclistica parliamo dei ruote e freni, monta freni a disco singolo all’anteriore da 290mm a margherita, piccola chicca di serie della kawa mentre al posteriore un disco da 220mm sempre a margherita.
Da questo piccolo confronto possiamo trarre le nostre conclusioni, in dipendenza da quello che cerchiamo comodità o sportività? Sacrificare qualche Km/h a discapito di una guida più sportiveggiante o prendere una cilindrata maggiore? Economia o no?(perchè la kawasaki oltre ad essere ad un prezzo ottimo presenta anche consumi bassissimi.)
Ai posteri l’ardua sentenza.

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7 Mag

Come cambiare le candele su una moto?

Pubblicato da Xander8

Per effettuare questa prova ci siamo serviti di una Yamaha YZF R1 anno 2002
Prima di tutto diamo un’idea generale della moto che ci stiamo avviando a smontare.
Monta un motore quattro cilindri in linea da 998cc a 4 tempi con 5 valvole per cilindro.
“Solo” 152 cv dichiarati per più di 275 Km/h di velocità massima, ha un’erogazione molto lineare già a partire dai 1500 giri quando il motore spinge fortissimo fino ai 12.000.
Dopo questa visione generale, possiamo avviarci allo smontaggio.Per cominciare abbiamo tolto la sella per poi svitare e smontare il serbatoio.

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Così facendo abbiamo staccato tutti gli spinotti presenti e i rubinetti della benzina presenti nella parte inferiore del serbatoio, in seguito dopo aver tolto anche questo, abbiamo smontato il filtro dell’aria togliendo una semplice vite presente nella parte superiore.

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Dopo aver rimosso il filtro abbiamo staccato gli altri spinotti per avere più spazio di lavoro nel piccolo telaio deltabox III della casa dei tre diapason.

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Per avviarci allo smontaggio abbiamo tolto un telo di gomma e ci siamo trovati di fronte 4 bobine che abbiamo rimosso e in seguito servendoci della chiave delle candele che si trova di serie su ogni modello abbiamo svitato e tolto le candele.

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4 Mag

Il ritorno del Dottor Rossi…

Pubblicato da Xander8

04/05/08- Shanghai
Per il 4° appuntamento del mondiale di MotoGP ci tocca far tappa in Cina, Shanghai.
Semaforo verde…partiti, al via scattano benissimo Pedrosa che si stringe bene alla prima curva rubando la prima posizione ad un Edwards altrettanto combattivo, dietro duellano ancora più forte coloro che tutti pensavano sarebbero stati i padroni di casa su pista in trasferta, alla prima curva vanno un pò larghi scambiandosi le posizioni iniziali.
Per il Pesarese basta un giro per portare la sua M1 con le gomme davanti alla Honda dello spagnolo, mentre Edwards comincia ad andar male e Stoner non riesce a tenere il tempo dei due svalvolati in 1° e 2° posizione.
Giro dopo giro il distacco comincia ad aumentare anche se Stoner continua a farsi valere facendo anche lui il vuoto dietro di se.
Nelle retrovie invece Dovizioso e Melandri, altra bella riscoperta su questo circuito, iniziano il duello per la 4° posizione insieme all’ormai vecchio campione del mondo Nicky Hayden.
Nel frattempo da dietro si fa sotto lo spagnolo della Yamaha che praticamente a pezzi a corso e battuto ogni pretendente alla 4° posizione e piazzandosi alle soglie del podio di prepotenza.
Nelle retrovie troviamo un grande Loris Capirossi che senza arrancare è riuscito, nonostante i problemi a tirare fuori il meglio dalla sua Suzuki, maluccio sul finale il san marinese Dovizioso che ha abbandonato arrivando in 11°posizione, tutto questo senza nulla togliere alla gara meravigliosa che ha fatto.
Un forte dispiacere per lo spagnolo Pedrosa quello di aver pagato troppo caro un errore di set-up, cioè aver scelto una sesta marcia troppo corta portando il motore quasi fuori giri in rettilineo.
Una grande felicità ritrovata per il pesarese che dopo aver tagliato il traguardo effettua il suo giro trionfale senza indossare il casco per respirare dinuovo l’aria da vincente.

1°Valentino Rossi 44′08.061
Voto 9: Ritrovato. Partenza ottima e gara ancora meglio…nulla da aggiungere.

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2°Dani Pedrosa 3.890
Voto8.5:Costante. Continua nella lunga lista di ottimi piazzamenti gara fantastica, ma poteva dare di più…meglio che abbandoni la meccanica

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3°Casey Stoner 15.928
Voto:6. Sufficiente. Impossibile dare di più ad un pilota a cui nessuna sapeva stare dietro e che può sicuramente dare molto di più, se avesse un pacchetto al 100% che gli desse l’imput reale per essere competitivo, in una gara dove ha un pò arrancato.

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4°Jorge Lorenzo 22.494
Voto:9.5. Fratturato. Inutile dire che abbia fatto una gara solamente magnifica…ha combattuto contro gli avversari e contro se stesso.

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5°Marco Melandri 26.957
Voto:8. Rieccolo! Dopo una lunga assenza lo ritroviamo dinuovo davanti, gara lunga ma molto buona poteva fare di meglio in base a quello cui siamo abituati da lu, ma forse è solo l’inizio.

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6°Nicky Hayden 28.369

7°Colin Eswards 29.780

8°Toni Elias 30.225

9°Loris Capirossi 31.440

10°Shinya Nakano 35.969

11°Andrea Dovizioso 36.246

Classifica piloti aggiornata al GP di Shanghai

1. PEDROSA Dani SPA 81
2. LORENZO Jorge SPA 74
3. ROSSI Valentino ITA 72
4. STONER Casey AUS 56
5. CAPIROSSI Loris ITA 33
6. TOSELAND James GBR 33
7. EDWARDS Colin USA 31
8. HAYDEN Nicky USA 29
9. DOVIZIOSO Andrea ITA 26
10. HOPKINS John USA 26
11. MELANDRI Marco ITA 23
12. NAKANO Shinya JPN 22
13. ELIAS Toni SPA 15
14. VERMEULEN Chris AUS 14
15. DE PUNIET Randy FRA 11
16. DE ANGELIS Alex RSM 7
17. GUINTOLI Sylvain FRA 4
18. WEST Anthony AUS 3

Classifica costruttori

1. YAMAHA 90
2. HONDA 81
3. DUCATI 56
4. SUZUKI 34
5. KAWASAKI 26

Classifica Team

1. FIAT YAMAHA TEAM 146
2. REPSOL HONDA TEAM 110
3. DUCATI MARLBORO TEAM 79
4. TECH 3 YAMAHA 64
5. RIZLA SUZUKI MOTOGP 47
6. KAWASAKI RACING TEAM 29
7. SAN CARLO HONDA GRESI 29
8. JIR TEAM SCOT MOTOGP 26
9. ALICE TEAM 19
10. LCR HONDA MOTOGP 11

   
1 Mag

Antemprima Moto Guzzi V7 Classic

Pubblicato da Xander8

Nel 1967 a Mandello usciva la V7 nata dalla mente dell’ingengere Carcano inaugurando l’epoca delle maxi moto italiane proponendo questa modo con una motore bicilindrico a V di 90° posto in trasversale.
Nel 2008 esce la nuova V7 che a parte lo stile retrò non ha niente a che vedere col vecchio modello omonimo.
E’ una moto molto snella, semplice da guidare, adatta ad un pubblico femminile, o ai neopatentati, ma è proprio di questo che si serve la casa di Mandello usandolo come pezzo forte.
Dimensioni compatte, posizione di guida molto eretta, tutto questo rende la moto semplice da maneggiare, questo è facilitato soprattutto da due gomme molto sottili.
Monta un motore da 744cc con testa a 2 valvole e alimentazione a iniezione elettronica con corpi farfallati da 36mm rispettando ogni normativa Euro 3.
Coppia massima di 54,7 Nm e 50 CV di potenza.
Cambio a cinque rapporti e telaio a doppia culla.
Monta una forcella da 40mm e due ammortizzatori posteriori regolabili nel precarico.
Dischi da 320mm all’anteriore e da 260mm al posteriore.
Nell’estetica il tutto ci riporta al vecchio stle, dal serbatoio alla sella, non altrettanto curati nel vecchio sile sono il faro che da quell’impressione di plastica e la strumentazione non troppo curata.
Sarà disponibile da Maggio a 7.990€.

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30 Apr

Concorso Mini

Pubblicato da Xander8

La mini arriva con un grande concorso con la nuova Mini Trigger…ecco a voi la locandina!

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Andate sul sito e non fatevi battere dalla noia!

   
28 Apr

Le Rosse ballano il tango a Barcellona e gli altri stanno a guardare!

Pubblicato da Xander8

Ancora una doppietta per la Ferrari, Raikkonen primo davanti al suo compagno di squadra
Massa, per il 4° appuntamento del campionato di Formula1 che fa “scalo” a Barcellona.
Già dalla  partenza è spettacolare la mossa inflitta da Massa che infila subito Alonso partito dalla seconda posizione.
Dietro dopo un violento contatto tra Vettel della Toro Rosso e Suttil della Force India,  la safety car è costretta ad entrare in pista.
Al rientro della sefety car non ci sono episodi eclatanti infatti la gara procede senza alcun sorpasso fino al momento del primo  pit stop effettuato al sedicesimo giro da Fernando Alonso.
Dopo pochi giri, verso il 20°, si fermano anche le due Ferrari per il cambio gomme e il rifornimento, prima Massa e poi Raikkonen, il tutto si svolge senza intoppi.
Siamo al ventunesimo giro quando Heikki Kovalainen, su McLaren, buca la gomma anteriore sinistra finendo contro le barriere di gomme a 230 Km/h, i soccorsi sono immediati e per il pilota si teme il peggio, ma appena uscito dall’abitacolo il pilota rasserena il pubblico facendo cenno con la mano.
Durante le operazioni di soccorso rientra per la seconda volta la Safety Car che è di grande aiuto al pilota inglese della Mc Laren che si rifà sotto, facendosi vedere negli specchietti delle rosse.
Dopo pochi giri Alonso è costretto a fermarsi e a ritirarsi per un evidente guasto al motore.
La gara prosegue con le 2 Ferrari al comando, negli ultimi giri i ferraristi rallentano il ritmo e Hamilton e Kubica si avvicinano, ma ormai è troppo tardi per poter sperare in una rimonta.
Ancora una doppietta per la Ferrari, Raikkonen primo davanti al suo compagno di squadra
Massa, per il 4° appuntamento del campionato di Formula1 che fa “scalo” a Barcellona.
Già dalla  partenza è spettacolare la mossa inflitta da Massa che infila subito Alonso partito dalla seconda posizione.
Dietro dopo un violento contatto tra Vettel della Toro Rosso e Suttil della Force India,  la safety car è costretta ad entrare in pista.
Al rientro della sefety car non ci sono episodi eclatanti infatti la gara procede senza alcun sorpasso fino al momento del primo  pit stop effettuato al sedicesimo giro da Fernando Alonso.
Dopo pochi giri, verso il 20°, si fermano anche le due Ferrari per il cambio gomme e il rifornimento, prima Massa e poi Raikkonen, il tutto si svolge senza intoppi.
Siamo al ventunesimo giro quando Heikki Kovalainen, su McLaren, buca la gomma anteriore sinistra finendo contro le barriere di gomma a 230 Km/h; i soccorsi sono immediati e per il pilota si teme il peggio, ma appena uscito dall’abitacolo il pilota rasserena il pubblico facendo cenno con la mano.
Durante le operazioni di soccorso rientra per la seconda volta la Safety Car che è di grande aiuto al pilota inglese della McLaren che si rifà sotto, facendosi vedere negli specchietti delle rosse.
Dopo pochi giri Alonso è costretto a fermarsi e a ritirarsi per un evidente guasto al motore.
La gara prosegue con le 2 Ferrari al comando, negli ultimi giri i ferraristi rallentano il ritmo e Hamilton e Kubica si avvicinano, ma ormai è troppo tardi per poter sperare in una rimonta.

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26 Apr

Recensione nuovo Freelander

Pubblicato da Xander8

“La nuova Freelander stabilisce nuovi standard nel settore e combina ai vantaggi di una vettura di prestigio, come il comfort di viaggio, le prestazioni, la qualità degli interni, la guidabilità, alle caratteristiche di una vera 4 x 4 come la motricità su qualsiasi terreno, la robustezza, la visibilità, la versatilità e la spaziosità”. Phil Popham

A quasi nove anni dall’uscita del predecessore, Land Rover decide di rinnovare un pò il modello Freelander.
Dal punto di vista delle dimensioni questa vettura è variata di poco, ma cominciamo con questi piccoli dettagli: le dimensioni di questo modello sono state aumentate di 5cm in lunghezza e quesi 11cm in larghezza.
Dal punto di vista estetico invece questa auto conserva quasi tutte le linee e i tratti fondamentali del vecchio modello evitando di “ammassarsi” ai canoni stilistici modaioli che hanno adottato tutti i SUV contemporanei.
I paraurti sono stati completamente rinnovati per incrementare il senso di importanza della vettura, paragonabile alle sorelle maggiori, alcuni dettagli in tinta ma soprattutto il frontale ispirato ai modelli superiori.
Per quanto riguarda gli interni…sono stati qusi completamente rivisti dando l’impressione di solidità grazie alle linee squadrate…il tutto è stato “spolverato” con un velo di Hi-Tech per i palati più dinamici e giovanili…“La Freelander stabilisce nuovi standard nel settore, e combina ai vantaggi di una vettura di prestigio - quali il comfort di viaggio, le prestazioni, la qualità degli interni e la guidabilità - le caratteristiche di una vera 4×4 - come la motricità su qualsiasi terreno, la robustezza, la visibilità panoramica, la versatilità e la spaziosità.”così viene definita dall’Amministratore Delegato della Land Rover Phil Popham.
Questo modello può montare due propulsori a scelta, un 2.2 turbodiesel common rail capace di sviluppare 160 cv e la ciliegina su questa meravigliosa torta un motore da 3.200 cc capace di far galoppare 233cv(manco fosse un ranch texano) che in abbinamento col cambio automatico in modalità sequenziale fa scattare la vettura da 0 a 100Km/h in 8,9 secondi netti, ottenendo una velocità massima di 200 Km/h.
Sono disponibili due diverse trasmissioni, una nuova manuale e una automatica montata di serie sulla versione benzina.
Altra chicca per gli amanti dei fondi sconnessi sono i dispositivi esclusivi come il Terrain Responde ed il Gradient Release Control, che riescono a facilitare il controllo della vettura su ogni fondo e condizione.

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25 Apr

Recensione Ducati Desmosedici RR

Pubblicato da Xander8

La casa di Borgo Panigale continua a costruire veicoli da vetrina…questa è la sportiva del secolo, perchè la Ducati ha preso una moto da pista e ne ha fatto un veicolo che percorrerà migliaia di Km sulla strada.
Questo bolide ha un angolo di sterzo regolabile che può essere fissato a 23,5° o 24,5°.
All’avancorsa di 98mm e un interasse da 1.430mm valore leggermente più elevato del normale per migliorare le stabilità sui tratti veloci.
Il peso dichiarato dalla casa è di soli 171Kg, peso minimo grazie all’utilizzo di materiali superleggeri come il carbonio.
Presenta cupolino, carene, parafanchi, air-box e condotti tutti in fibra di carbonio così come lo stesso codino.
Per diminuire il peso è stato applicato un serbatoio in alluminio anzichè in acciaio, carter e coperchi sono in magnesio, mentre nel propulsore sono stati utilizzati numerosi componenti in titanio.
Il telaio in traliccio come tradizione Ducati ma molto simile a quello montato sulla Ducati MotoGP.
Altra chicca è il forcellone derivato dalla MotoGP in alluminio.
Monta un motore 4 cilindri a L in configurazione Twin Pulse.
Distribuzione Desmodromica a 16 valvole in tatanio , iniezione elettronica, doppio albero a camme in testa, 5 corpi farfallati a 12 fori.
Un impianto di scarico 4 in 2 in 1, monta una frizione multidiscoa secco come la tradizione di Borgo Panigale vuole, con un dispositivo antisaltellamento, il tutto completamente estraibile.
Monta forcelle Ohlins da 43mm e un mono ammortizzatore Ohlins completamente regolabili…e come dicono i tecnici con una disponibilità infinita di click a poter trovare il set up ideale.
Cerchi Marchesini forgiati in magnesio a con disegno da MotoGP.
Uscirà in 2 colorazioni una Rosso MotoGP, rossa con tabella bianca porta numero e la Team Version cioè colorazione Motogp con banda bianca laterale, è possibile acquistare anche il kit di adesivi degli sponsor.
Tutto questo al “modico” prezzo di 55.000€ chiavi in mano…pochi spiccioli vero?

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24 Apr

Recensione Nuova Opel Corsa OPC

Pubblicato da Xander8

E’ il nuovo gioiellino sportivo della casa tedesca ad arrivare sui mercati europei…questa è Corsa più potente che sia mai stata costruita.
Il suo assetto sportivo la rende molto aggressiva, e le sue linee tondeggianti e allo stesso tempo spigolose danno quell’idea di grande agilità, capacità di cui ci potevamo aspettare da una vettura simile.
Presenta un spoiler posteriore superiore alla linea del tettuccio, appendici aerodinamiche anteriori e posteriori e griglie, che rendono la nuova Corsa molto sportiva e dinamica.
Sul posteriore possiamo notare un grosso scarico di forma triangolare che sbuca al centro del paraurti posteriore, dove si possono notare piccole branchie ai lati come all’anteriore, quasi come una formula1.
Per quanto riguarda gli interni sono molto curati e dettagliati, belle le cromature presenti nella strumentazione, efficace e visibile, e sul volante.
Belli inoltre i vari dettagli in colore presenti sul volante e sulle griglie dell’aria.
Ma adesso passiamo alla meccanica, monta un motore 1.6 turbo benzina da 192 cv…che galoppano da 0 a 100Km/h in 7,2 secondi netti…questo piccolo bolide può vantare una velocità massima di 225Km/h.
Sono state montate sospensioni posteriori più rigide riducendo il rollio del 25%, sono state studiate nuove tarature delle molle e degli ammortizzatori abbassando così la carrozzeria di 15mm.
Il controllo elettronico ESP viene montato di serie ma può essere facilmente disattivato.
Ora il pezzo forte…cerchi in lega da 17 pollici con pneumatici da 215/45 R17.
Per i consumi…beh non sono pochi 7,9 litri ogni 100Km ma se consideriamo che stiamo parlando di un 1.6 turbo benzina con delle prestazioni simili sono molto contenuti.